Cosa significa fare il coach?

 

Il coach è un consulente che allena , orienta, le persone ad ottenere una migliore conoscenza di se stessi al fine di ottenere  risultati ottimali in ambito personale e lavorativo.

Si definisce coaching il processo attraverso il quale si aiutano individui e gruppi di persone a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità di performance (Robert Dilts – Il manuale del coach).

In un percorso di coaching si dà grande attenzione alle risorse e potenzialità dell’individuo supportandolo nella messa a fuoco di obiettivi realistici e praticabili che definiscano una serie di azioni volte a concretizzare il progetto – personale e/o professionale che si condivide e si costruisce in sede di sessione di coaching.

Il coaching

Il coaching è un processo attraverso il quale domande potenti , poste dal coach,abituano la persona ad osservare se stessa, la realtà che la circonda e i contesti nei quali si muove in modo tale da comprendere COME le risorse e le potenzialità di cui è a conoscenza e quelle che ancora non ha esplorato, possono rappresentare le basi sulle quali progettare percorsi coerenti con i propri valori, desideri , ispirazioni, competenze, storia personale.

In  un percorso di coaching  il coach viene ingaggiato dalla persona per :

  •  Individuare obiettivi realistici e azioni praticabili;
  • Collaborare nella definizione di progetti di vita personale e/o professionale;
  • Conoscere e valorizzare  le potenzialità ;
  • Motivare per raggiungere  il massimo livello delle capacità ;
  • Sviluppare  l’autoefficacia.

 

Quale modello di lavoro applico nella mia pratica professionale?

Il modello teorico di riferimento si struttura , in particolare, sulla prospettiva relazionale e sulla teoria generale dei sistemi. La prospettiva relazionale osserva e studia  il rapporto che si costruisce tra l’individuo/coppia/famiglia/gruppo (sistema vivente) che manifesta il ‘problema’ e il suo ambiente circostante, dal più prossimo al più distante. Nell’osservazione del ‘problema’ presentato la p.r. cerca di comprendere  i processi comunicativi della persona e la qualità delle relazioni che la persona ha costruito e costruisce giorno per giorno . Analizza come le diverse condizioni , situazioni, eventi nella vita della persona possano  modificare la persona stessa e coloro che lo circondano, che possano essere genitori o compagni di vita, o colleghi di lavoro o altri interlocutori più o meno significativi. Mette a fuoco come i comportamenti, le azioni comunicative che si dispiegano nelle relazioni interpersonali possono influire sui vari processi di cambiamento che riguardano lo sviluppo naturale e fisiologico di ognuno di noi. Utilizzando ulteriori basi teoriche focalizza l’attenzione su come l’individuo che racconta il problema , il disturbo, il malessere abbia definito e costruito una serie di mappe mentali , di cartine geografiche per spiegare e comprendere ciò che gli accade sia in termini di naturale flusso di eventi sia in termini di difficoltà/blocchi che rendono necessario un aiuto e una consulenza.

Nella relazione terapeutica si cerca di dare un senso e un significato specifico e unico del ‘problema’ presentato cogliendo la potenzialità e la bontà di tutte le risorse che ogni individuo porta con sé. Si lavora sulla conoscenza e comprensione delle emozioni che la persona ha attivato nel suo ‘qui ed ora’, sulla capacità di osservare se stessa con la capacità di comprendere le varie forme di pensiero che ognuno di noi mette in campo per spiegare la realtà che ci riguarda e che ci circonda , forme di pensiero che a volte diventano nostre nemiche e ci condizionano negativamente nella realtà quotidiana impedendoci di percepire quel senso di adeguatezza e di coerenza che permette alla persona di sentirsi bene con se stessi e con gli altri.

Storia professionale

I miei inizi mi hanno vista vicepresidente della Cooperativa Sociosanitaria Idea Prisma ’82 , cooperativa oggi  tra le migliori di Roma ; fondata quando avevo 25 anni ed ero una giovane psicologa entusiasta e coraggiosa, che insieme ad un gruppo di giovani colleghi pensava di poter migliorare la società e la sanità italiana. In quel periodo, come più o meno tutti i miei amici-colleghi facevo tantissime cose : volontariato (per quasi cinque anni) in una struttura pubblica neuropsichiatrica; diverse attività in progetti della cooperativa, scuola di specializzazione …

Nel 1992 c’è stata la mia ‘svolta’ organizzativa ed ho cominciato , quasi inconsapevolmente ( strano che una psicoterapeuta faccia un’affermazione come questa!) un’altra carriera , quella nelle aziende , per fare formazione come docente e progettista, consulenza come progettista e coach .

Nel 1993, dopo diversi anni di formazione, mi sono specializzata in Psicoterapia Relazionale e Sistemica .

Lavoro , a Roma, come psicoterapeuta interessandomi a problematiche relative alle varie forme di ansia e malessere che possono  manifestarsi e , a volte, rivoluzionare la vita di ognuno di noi : individuo, coppia, gruppo o famiglia.

Sono diverse le problematiche che ho trattato nella mia attività clinica, in particolare ho e ho avuto molte occasioni per lavorare  con diversi adolescenti e/o giovani adulti per aiutarli nei vari momenti critici che la crescita prevede.

In tal senso ho supportato molti genitori aiutandoli a comprendere i problemi della famiglia, rispettando la loro identità e valorizzando le loro risorse , affiancandoli per poter osservare e migliorare  quei comportamenti che sembrano rendere complicata la convivenza con i loro ragazzi.

Lavoro anche con gli adulti per problemi di ansia e depressione.

La mia vita professionale  si è sviluppata, e si sviluppa tuttora,   su due livelli di intervento : quello clinico che pratico presso il mio studio privato e quello organizzativo che ho praticato come consulente freelance, per diversi anni, poi  come quadro aziendale  e poi di nuovo come consulente esterno.

In azienda e/o nelle piccole imprese nel quale ho praticato ho avuto molte opportunità per esprimere la mia anima sistemica e ho applicato un approccio alla complessità organizzativa che mi ha vista impegnata , costantemente, nella ricerca di interventi coerenti con i miei valori e le mie linee guida scelti ed interiorizzati nei diversi contesti di apprendimento ai quali ho partecipato come allieva.

Ho potuto operare in  diversi contesti lavorativi che mi hanno visto impegnata su molti progetti finalizzati alla formazione , alla selezione, alla ricollocazione,  allo sviluppo delle persone; in sintesi a tutto ciò che impatta nel cosiddetto mondo della ‘soggettività lavorativa’.

Ho supportato chi è stato licenziato e chi ha avuto necessità di riqualificarsi e riproporsi sul mercato del lavoro. Ho potuto collaborare alla stesura e creazione di  diversi progetti professionali di molti individui che, in un certo momento della loro vita, hanno dovuto/voluto fare uno stato dell’arte, delle loro competenze e dei loro desideri,  per definire una serie di obiettivi utili alla costruzione di un soddisfacente percorso di carriera. Tutto ciò in uno scenario socio economico che scoraggia e mette alla prova anche coloro che sono dotati di motivazione ad alto ‘rendimento’.

La mia mission professionale si struttura sulla ricerca di un approccio rigorosamente metodologico che tiene conto dei vincoli di contesto e della qualità specifica delle relazioni che si declinano nel contesto nel quale mi trovo ad operare.

Ciò significa tener sempre presente i confini , clinici o organizzativi, nei quali l’intervento si applica, senza cadere in tentazioni teoriche e pratiche che offrano semplificazioni psicoterapeutiche in luoghi nei quali le regole che definiscono il contesto sono di altro tipo.